sabato 31 maggio 2008

DS World! (1)

Dopo il grande successo di Ossu! Tatakae! Ouendan!, rythm game atipico e demenziale, arriva anche in Europa il suo clone/adattamento: Elite Beat Agents.


Il giocatore impersona un terzetto di “agenti” che hanno il compito di rispondere alle disperate richieste di aiuto di originali personaggi in preda a drammi esistenziali, e quale modo migliore per risolvere i problemi se non con… la danza?

I tre protagonisti si esibiranno in intricate coreografie con lo scopo di porre fine ad assurde problematiche: dal fidanzato di una babysitter alle prese con le piccole pesti, passando per un regista senza talento alla ricerca dell’ispirazione, senza dimenticare Leonardo Da Vinci alla conquista della Monna Lisa, il povero cagnolino disperso, il petroliere che troverà Atlantide, il ladro pasticcione e le altre esilaranti situazioni descritte da comici siparietti (4 o 5 a seconda della canzone). La caratterizzazione e lo stile sono promossi a pieni voto e il gameplay non è da meno! Il premere (e trascinare, e roteare) a tempo il bianco pennino non è mai stato così divertente! La ricerca del punteggio perfetto e la simpatia dei pazzi protagonisti ci spronerà a non lasciarci sfuggire niente del mondo fittizio del gioco!

Gli unici difetti di questo titolo (che può però deludere chi non ama quando i giapponesi si inventano cose così sopra le righe) sono la longevità (abbiamo a disposizione solo una quindicina di canzoni da interpretare) e l’effettiva qualità dei brani, essendo per la maggior parte cover (non sempre di pezzi eccellenti tra l’altro).

Concludere il gioco con i Rolling Stones (Jumpin Jack Flash), passando per David Bowie, i Queen, i Deep Purple (highway star) e l’intramontabile Y.M.C.A. diverte moltissimo e il supporto di cut scene al limite della sanità mentale non ha prezzo. Peccato che bastino due giorni per terminare il percorso e l’elevata rigiocabilità non è sufficiente a tenere la cartuccia nella console per più di tre settimane (il tempo di fare i record sulle tracce preferite).

Il gioco è comunque da promuovere a pieni voti! Grazie alla sua originalità conquista facilmente il cuore di ogni fan del genere, non serve guitar hero su DS, ma un seguito di questo capolavoro.
[8,5]

PS.Segnalo che è completamente assente la localizzazione italiana, ma l’inglese utilizzato è facilmente comprensibile da chiunque.

venerdì 30 maggio 2008

Ragni contro fuggiaschi (2)

Dopo la noiosa introduzione del mese scorso (potete rileggerla qui) ecco arrivare il confronto tra le due serie adolescenziali meglio scritte in casa Marvel.


Ultimate Spiderman è stato il mensile di punta della casa delle idee fin dal suo esordio, spremuto fino al midollo, nel suo periodo d’oro ha raggiunto le diciotto uscite nel corso dello stesso anno (fatto strano data la mensilità della testata). I punti di forza di questo successo?

- Pubblicità, tanta pubblicità, troppa pubblicità… Doveva essere il rilancio di un personaggio che stava vivendo una nuova giovinezza grazie al film e la cui serie “ufficiale” (Amazing Spiderman) era da tempo diventata noiosa e ripetitiva.

- Zero continuity! Il lancio del nuovo universo dava piena liberta per ripartire da zero! Tutto il passato cancellato e una storia interamente da riscrivere! Occasione d’oro per catturare la nuova generazione di lettori.

- Team creativo Bendis+Bagley! Del primo e delle sue qualità narrative parlerò in seguito, il secondo è stato in grado di garantire una stabilità fuori dal comune per il mercato americano: stesso disegnatore per più di cento numeri senza ritardare neanche un’uscita, lavorando a ritmi assurdi, un record per una serie regolare made in USA.

E perché una serie così commerciale, con un target che tanto si presta a tematiche banali, risulta essere interessante da un punto di vista artistico? Per Bendis, ovvio!

Brian Michael Bendis è la star della Marvel e ha avuto piena libertà in moltissimi progetti, Ultimate Spiderman compreso. Un tale potere su un personaggio tanto conosciuto aveva inizialmente spiazzato anche lui, tanto che i primi episodi si basavano su soggetti piuttosto banali (Peter sfigato, MJ ragazza della porta accanto, goblin e Osborn, yawn) raccontati molto bene grazie a dialoghi sempre efficaci e ad una “gabbia” libera che si adatta al ritmo di ogni situazione (bravo a Bagley per questo).

Col proseguo della serie Brian è riuscito a ritrovarsi regalandoci personaggi interessanti (senza però tralasciare i tratti in comune con la serie originale, omaggiata di continuo) e situazioni divertenti, originali e ad ampio respiro.
Dopo oltre cento numeri la continuity si è ricreata ma Bendis riesce a giocarci ancora molto bene, cercando nuove idee senza tornare sempre sul passato. Gwen, la saga del clone e il triangolo con Kitty sono il simbolo della brillantezza che manca alla serie regolare del ragno (nonostante la presenza della vecchia May… Non ce la siamo tolti di mezzo neanche in questo universo!).
[7]


Progetto riuscito quindi, ma si merita davvero la palma d’oro (nel suo genere) in casa Marvel?

Torniamo quindi a Runaways: il progetto minore, nelle mani di due illustri sconosciuti e mal supportato dalla casa delle idee.


Stavolta abbiamo a che fare con personaggi nuovi, il loro legame con il cosmo Marvel è inizialmente molto debole e la programmazione a singhiozzo non aiuta a familiarizzare con questo gruppo di ragazzi obbligati a fuggire dai genitori criminali.

Per fortuna a dirigere il tutto c’è il giovane Brian K. Vaughan! Astro nascente (insieme a Brubaker) dei comics U.S.A. degli ultimi anni. Inizialmente la serie passa quasi inosservata, l’interruzione della linea tsunami fa pensare al peggio e la chiusura sembra scontata. Sarà il successo della ristampa in volume (in un inedito formato pocket) a riaccendere le speranza per il progetto, tanto da garantire a Vaughan di portare a termine le sottotrame in sospeso. La grande attenzione conquistata da questa continuazione porterà la Marvel a rilanciare la testata da un nuovo numero uno, consacrandola tra i fumetti più seguiti e dedicandogli le attenzioni (= supporto, soldi e autori) riservate solo alle serie più prestigiose!
I motivi di questa parabola di successo (e dell’iniziale insuccesso)?

- Ritmo veloce e mai noioso, le trame scorrono veloci senza mai essere ripetitive! Questa velocità è un difetto in una pubblicazione seriale, ma la caratteristica esalta la serie quando viene ripubblicata ad archi narrativi completi!

- Personaggi ben caratterizzati fin dalle prime pagine (fondamentale con un ritmo così serrato), in continuo sviluppo sia personale che in relazione al gruppo.

- Disegni belli, efficaci e in continuo miglioramento dal primo all’ultimo numero. Alphona ha esordito con questa serie e ha migliorato molto il suo storytelling pagina dopo pagina, il suo stile ha contribuito a caratterizzare i personaggi e gli ambienti, rendendo unica l’intera atmosfera.

- Gabbia molto cinematografica, in cui le vignette orizzontali (che occupano l’intera larghezza della pagina) prevalgono sui classici rettangoli. Questa caratteristica, unita alla scelta di utilizzare poche vignette per pagina, aiuta a spettacolarizzare gli eventi e a rendere di più facile comprensione la lettura della pagina (tenuto conto che il disegnatore è un esordiente).

- Narrazione brillante della “nascita” del gruppo, con tutte le problematiche legate ad essa.

- Le bassissime aspettative rendono migliore qualsiasi risultato positivo.

Per contro c’è da dire che alcune trame esasperano l’ingenuità delle storie (va bene parlare di ragazzi alle prime armi con tutto ma va male quando anche i risvolti narrativi sono di pari semplicità), scelta però in linea col target iniziale della serie. I momenti migliori sono da ricercare nella parte centrale della testata.
Runaways è stato pubblicato in Italia da paninicomics in volumi monografici reperibili solo nelle fumetterie.
[7,5]

mercoledì 21 maggio 2008

Pillole di cinema (1)


Il cacciatore di aquiloni:
pellicola molto forte, non visivamente (che è tranquilla in tutto), ma come tematiche ed emozioni trasmesse. Soffre qualcosa nella strutturazione della trama (sicuramente per restare fedeli al libro), dopo i momenti di massima emotività ci sono alcuni risvolti narrativi che appesantiscono inutilmente il tutto. Il film è comunque molto valido, sicuramente più scorrevole di altri film che trattano tematiche simili (Afghanistan&co). Buona fortuna a chi è ha la lacrima facile... Ci sono momenti molto intensi in cui bisogna lottare per non far scendere la lacrimuccia. ;-)
[7,5]



Blood diamond:
Un giusto equilibrio tra azione e dramma, denuncia un tema delicato senza perdere l'avvincente dose di avventura e gli attori sono bravi bravi (e poi chi mi conosce lo sa: adoro la Connelly!). Qualche scena un po' forzata e trama a tratti scontata sono i principali difetti di un film che si mantiene costantemente su buoni livelli. Consigliato.
[7,5]

E sono SEDICI!!

E FINALMENTE... CAMPIONI D'ITALIA!!!!


Breve divagazione calcistica per celebrare il sedicesimo scudetto nerazzurro!

Anche stavolta ci hanno fatto soffrire fino alla fine ma stranamente è andato tutto bene... Ci voleva proprio... Alla faccia di quei romanisti esaltati! :-P Peccato solo per la pioggia che ha reso meno intensa la festa in duomo.

Migliore della stagione: Julio Cesar (e questo la dice lunga sulla qualità del nostro bellissimo gioco).

Onore anche a Cambiasso, Ibra (tornato giusto in tempo ^^), Zanetti e Cruz che sono i pochi che hanno dimostrato di avere la continuità necessaria per vincere un capionato così lungo.

Grazie comunque a tutti i ragazzi sperando di restare ancora un po' su questi livelli.

E ora si può tornare a respirare... :-)

domenica 11 maggio 2008

Indiana Jones day!

Era oggi il giorno prescelto. Ebbene sì, maratona indy! Compagni di avventura i veterani Piè e Cri (con ingresso al secondo film di una nuova coppia).

E' stata l'occasione giusta per prepararsi al nuovo capitolo della saga (contando ti terminare Indiana Jones and the fate of Atlantis entro breve) e per fare qualche riflessione sulla trilogia originale.

Non ricordavo un Junior così scatenato e "cattivo" nel primo film. Non si fa scrupoli ad ammazzare chiunque, anche a sangue freddo, caratteristica che viene a perdersi col preseguo della saga.


Il secondo film l'ho trovato il più debole. Non tanto perchè fatto peggio (anche se i titoli di testa non sono da indi...) ma per la continua sensazione di claustrofobia, stando sempre in quel maledetto tempio l'avventura non riesce ad esprimersi attraverso gli innumerevoli paesaggi esotici suggestivi degli altri capitoli. Oltre a questo perdiamo anche il contrasto tra professore e avventuriero fondamentale per la costruzione del personaggio. I siparietti comici riescono comunque ad esserci anche in misura minore.


Il terzo film si conferma il meglio riuscito, anche se la mancanza di una giungla e di una donna con le palle fa perdere qualche punto. Connery è un'ottima spalla (forse fin troppo ingombrante...) che ha però reso il fim eccessivamente comico in alcune situazioni.


Del primo capitolo invece c'è poco da dire, è lì che scopriamo il personaggio. Situazioni memorabili per tutta la durata della pellicola ma è soprattutto nella prima parte che Indiana da il meglio di sè, una sequenza di scene azzeccate che ci dicono tutto quello che dobbiamo sapere sul professore che tutto vorremmo avere. Un must.

Che dire? Indiana è sempre Indiana. Grande uomo. Grandi attese per il quarto capitolo. L'avventura nel suo stato più puro.


ps.ricordo a tutti di giocarsi Indiana Jones and the fate of Atlantis, avventura della Lucasarts di una quindicina di anni fa, che è in grado di far rivivere con straordinaria efficacia le atmosfere del film. Il gioco occupa pochi MB e si trova facilmente in forma gratuita perchè ormai abbandonato dal produttore e necessità dell'emulatore SCUMMVM. Per qualsiasi difficoltà con email vi risolvo qualsiasi problema. :-D

giovedì 8 maggio 2008

IRON MAN


Sì, ok. Sono esaltato. Il film è davvero così bello? Forse no, di difetti ne ha (tipo le forzature riguardanti gli antagonisti), ma la cura per i dettagli è maniacale. Lui è bravissimo. Le musiche caricano. E Samuel L. Jackson fa sognare. Ecco come sono da fare i film sui supereroi. Nella mia personale classifica vola in alto avvicinandosi ai top class X-Men 2 e Batman Returns.

ps.voci di corridoio danno gli Avengers già nel 2011 con in formazione Iron Man, Capitan America, Ant-Man e Thor (come sicuri almeno, anche se senza dubbio non mancheranno piacevoli sorprese).

giovedì 1 maggio 2008

17

Ehm... Ed era pure ora...