Guardando il nuovo trailer di Watchmen mi è venuta spontanea una riflessione, so che sembra strana, ma può rendere l’idea di quello che provo di fronte a certe opere.
Dopo aver letto un fumetto splendido, dopo aver visto un film perfetto, dopo aver sfogliato l’ultima pagina di un libro carico di emozioni, dopo che l’ultima nota di una canzone magica ha smesso di riecheggiare nell’aria, dopo essere rimasto a guardare i titoli di coda di quella sequenza di bit che tanto mi hanno conquistato, sognando sulle note di un’inascoltabile midi ricordando i momenti più epici della propria avventura… è inevitabile sentirsi in paradiso. Anche se sommersi da mille problemi, davanti a certe cose non si può fuggire all’estasi che pervade il nostro animo. Questa sensazione può durare solo un secondo… o anche meno, a seconda del contesto, ma c’è! È questo che conta!
Quello che mi ha fatto riflettere è ciò che si sente dentro dopo tutto questo (anche un mese dopo, non ha importanza): può capitare di voler in qualche modo tornare indietro. Si pensa a quanto siano fortunate quelle persone che non hanno ancora visto il sorriso di Noodles… che non sono usciti spiazzati da quel luna park in grado di ispirare le avventure di un temibile pirata… che non hanno visto la macchia di ketchup su quella famosa maglietta… che credono che dietro alle maschere sia necessaria la presenza di un volto… che considerano il Grande Fratello solo una quotidiana spazzatura… che non credono che il paradiso sia solo lì al primo piano… che non pensano che il numero perfetto sia il sei… che ritengono che una colomba possa volare anche sotto una fitta pioggia notturna… che non vedono che muri fatti di mattoni… per questo e per molto altro è inevitabile invidiare almeno in parte chi sta scoprendo adesso certi capolavori… chi può apprezzare per la prima volta le bellissime opere create negli ultimi millenni.
Con questo discorso non voglio elogiare l’ignoranza, anzi, considero più vuote le vite di chi non sa apprezzare certe cose, ma un po’ invidio chi sta iniziando adesso a scoprire alcuni lavori tanto ben fatti da restare nell’anima del fruitore. La felicità e la soddisfazione ritornano a gran velocità guardando quanto c’è ancora da scoprire nonostante i pilastri in nostro possesso facciano ombra su gran parte della produzione odierna, ma quel breve attimo di invidia è basta a far riflettere sull’importanza di alcune opere imprescindibili, sul significato dei diversi percorsi, e a quanto sarebbe triste il mondo senza queste fantastiche condivisioni emotive.
Grazie Alan, Isaac, Keith, Ron, Sergio, e tutti coloro capaci di regalare momenti dall’incalcolabile valore, il viaggio continua.
;-)
mercoledì 29 ottobre 2008
L'emozione non ha voce
Etichette:
Altro/Cazzate,
Arte e affini,
Cinema,
Fumetti,
Libri,
Musica,
Videogiochi
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento