lunedì 21 luglio 2008

Paginauno

Ok, adesso riprenderò ufficialmente a scrivere regolarmente su queste pagine. Prima però mi tocca fare qualcosa che non avrei mai voluto: inquinare con vicende personali il caro blog. Devo trovare una scusa per il mese di assenza.

Inizio col dare una mano a chi l’inglese lo mastica poco traducendo la citazione da “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, la frase che fa da sottotitolo al blog:

“Mai occhio umano ha udito,
né orecchio umano ha visto,
né mano mai gustato,
né lingua concepito,
né cuore raccontato
qualcosa di simile al mio sogno.”

Come il 90% di quello che ho scritto in questi mesi è strettamente autoreferenziale. Ci sono cose che posso capire solo io e che quindi non dovrei mettere, ma mi diverto a farlo; probabilmente qualcuno di voi è riuscito a cogliere qualche passaggio nascosto… se così è stato, complimenti. Potrei scrivere svariate pagine sulle citazioni, i rimandi, i collegamenti, le motivazioni che stanno dietro anche solo all’immagine su in alto, ma finirei per essere solo noioso. Meglio evitare quindi, e crogiolarsi nell’autocompiacimento.

A questo punto la domanda è ovvia: perché queste righe? Una cosa alla volta… e tranquilli, non ho intenzione di raccontare i motivi che mi hanno spinto a scrivere delle mie passioni, ne di esporre un manifesto programmatico, niente vincoli, niente ricordi e niente progetti.

Con queste parole ho solo intenzione di giustificare la mia assenza e il mio periodo “pericoloso”, non solo per me, ma soprattutto per chi mi sta vicino.

Durante le ultime settimane non solo sono stato tradito e abbandonato dalla ragazza che amo, che mi ha distrutto più per il come che per il fatto in sé, sono a pezzi, ma queste cose non mi piegano… non solo mi sono bruciato gli esami più importanti dell’anno… non solo ho fatto impazzire amici/amiche/parenti con alti e bassi fuori controllo… non solo ho scroccato due giorni alla povera Camy, che mi ha sopportato nonostante fossi particolarmente noioso, e con la quale ho vissuto un concerto in grado di risvegliare emozioni che non provavo da tempo… non solo ho abbandonato i teenagers in auto, da solo, incolonnato in centro a Lodi causa ritardo dell’eurostar… ho avuto soprattutto tempo per riflettere, tanto tempo, tante riflessioni.

Le domande sono state tante, le risposte anche di più, le variabili in gioco sono infinite ma la vita è una sola. Ho rimesso in discussione tutti i miei progetti a lungo termine, ma il quesito più ricorrente però è stato: a vent’anni vale la pena accettare a forza compromessi per tirare avanti alla meno peggio o sarebbe meglio, magari facendosi ciclicamente del male, lottare e combattere per quello in cui si crede veramente? Per quei valori che non possono essere messi in discussione, per chi o per cosa si ama… vale la pena soffrire o risulterebbe meglio fare i brillanti per uscire dalle difficoltà?

Certo, chi mi conosce davvero, chi ha visto in me anche quel centimetro che nessuno ci potrà mai rubare (mi riperdo nell’autoreferenzialità, per la cronaca, riferimento a V for Vendetta lettera di Valerie), sa già la risposta. Ho parlato di tutto con tutti in questi giorni, ho avuto tanti consigli, punti di vista differenti, tutti importanti, ne tengo conto, ma tanto lo sapete, farò a modo mio, come al solito, sbagliando ma credendo fino in fondo in quello che faccio.

Sono d’accordo con quel mio amico (…) che sostiene che una vita senza interessi/passioni sia una vita inutile, piatta, vuota, indipendentemente dal successo.

L’importante è vivere! Vivere a fondo e appieno il tempo che scorre! Questo non vuol dire fare i romantici (non nel senso amoroso, bensì nella sua più classica accezione culturale), non significa abbandonare la razionalità e andare apposta a sbattere contro i muri più insuperabili! Non si può perdere la ragione! Certo che bisogna valutare attentamente le proprie scelte! Altrimenti si vive una vita stupida, non ricca. Il difficile è non perdersi, non superare quella linea che ci allontana definitivamente dai nostri sogni, dai valori che ci danno la forza per affrontare anche le maggiori difficoltà, senza arrenderci e senza scappare, guardarsi indietro e vedere i rimpianti, le occasioni sprecate… non occorre a nessuno. Non voglio fare un inno all’autolesionismo per carità! A tutto c’è un limite! Ma il poter dire “ci ho provato, ci ho provato con tutto me stesso” serve. Permette di andare in giro a testa alta. Sempre.

Ed io in questi giorni sto lottando per questo. Non per recuperare ciò che ormai appartiene al passato, ma per ricordare a una persona confusa ciò che le da forza! Quello che la rende una persona speciale, magnifica. Sono ottimista, sempre, ma la sconfitta è quasi assicurata. Questo non significa che non farò alcuni sacrifici, anche importanti. E non mi chiedo se ne vale la pena. So che è così. Perché pensarmi a ricordare questi momenti, e vedere che sono scappato, che non ci ho neppure provato, mi logorerebbe fino a star male. Non lo faccio solo per altruismo, neanche solo per egoismo. Lo faccio perché credo sia giusto. A prescindere. Non voglio mettere tutto il resto in secondo piano ma è normale che mille pensieri si perdano e si confondano nella mia testa… ecco il motivo della mia assenza. Ora la battaglia non è finita. Non so quando questo succederà, ma almeno ho recuperato un minimo di concentrazione per scrivere qualche riflessioni su quello che vedo/leggo/ascolto.

Concludo ringraziando quelle persone che hanno passato notti insonni ad ascoltare masturbazioni mentali senza capo ne coda. Mi sa che stavolta sono in debito con qualcuno.

A questo punto avrete già tutti abbandonato la lettura per dedicarvi a qualcosa di più costruttivo. Eh eh, niente di più giusto! Cosa c’è di più noioso della mia prosa?

Ora vado a dormire, buona giornata a chi è riuscito ad arrivare fino in fondo.

PS.Dopo questo credo sia più chiaro il significato del sottotitolo.

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