Stavolta ci pensa Elda a fare il punto della situazione; dopo aver visto la coppia film+musical del celebre profondo rosso la giovane ragazza ha così espresso il suo punto di vista:
Suspance, sangue, psicologie perverse, e cruenti omicidi… Dario Argento non si smentisce mai, con “Profondo Rosso” viene giudicato da molti della critica come “l’erede” di Hitchcok.
La trama è piuttosto semplice: un pianista assiste all’omicidio di una psicologa-sensitiva e da quel giorno la sua vita cambia; decide che deve essere lui a prendere in mano le redini di questa indagine, per mettere fine alla serie di efferati omicidi operati da una mente contorta, disturbata da un non so che di inquietante… come in ogni thriller che si rispetti il protagonista è aiutato nel suo difficile compito, in questo caso la scelta cade su una bella giornalista con la quale intreccerà una storia di sentimento, sfida, e ricerca della verità. Sullo sfondo una musichetta infantile, una casa abbandonata, un lugubre disegno e la polizia sempre sulla pista sbagliata.
Difficile non essere catturati da questo bellissimo film… se da una parte abbiamo il sangue evidentemente finto dall’altra abbiamo momenti di profonda suspance che ci fanno balzare sulla poltrona!
Tutto per giungere al più inaspettato dei finali.
Ottimo anche il cast: David Hemmings nel ruolo del pianista inglese Marcus Daly, Daria Nicolodi (nonché moglie del regista) nei panni della giornalista, impicciona quanto intelligente, Gianna Brezzi, Gabriele Lavia che è il misterioso e complicato amico Carlo, e Carla Calamai, ovvero Marta, la madre di quest’ultimo. Tutti bravi nei loro ruoli, di certo non semplici da interpretare. Una nota di merito particolare sicuramente a Hemmings e alla Nicolodi che hanno reso il film degno di essere visto.
Lodevole anche l’inquietante colonna sonora, opera del gruppo rock dei Gobelin che diedero come titolo “Profondo Rosso” a uno dei loro primi album.
Non ha deluso le aspettative nemmeno il recente musical ispirato all’omonimo film. La trama è pressoché identica, se non fosse per qualche particolare legato all’ambientazione, come nel caso del primo omicidio che nel film avviene in un appartamento, nel musical in un camerino del teatro.
L’atmosfera è resa meravigliosamente, colore dominante ovviamente, il rosso, su quasi tutte le scene.
Ottimo l’utilizzo delle tre maschere, narratrici misteriose dell’appassionante storia. Attori discreti per quanto riguarda l’interpretazione della storia, ma con una voce molto bella che ha garantito la buona riuscita delle parti “cantate”; ottime coreografie per ballerini professionisti che hanno di volta in volta trasmesso le emozioni dovute attraverso i loro passi, guidati da sensazionali musiche. Niente da ridire, insomma, per un film considerato fra i più belli del cinema italiano, guidato da uno dei migliori registi del thriller-horror, e per il suo degno adattamento teatrale.
martedì 10 giugno 2008
Suspance... (By Elda)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento