E' arrivato il turno di Aquaria! Non posso passare per quello che ignora il panorama indie e questo gioco è stata una piacevole sorpresa.
Uscito di nascosto ormai da qualche mese, Aquaria è un gioco affascinante, in grado di far funzionare ancora molto bene delle meccaniche risalenti a qualche generazione fa.
La protagonista dell’avventura è Naija, un’abitante del mare che ha perso la memoria; la ricerca dei suoi compagni e familiari la farà viaggiare in suggestive locations, all’interno delle quali scopriremo antiche civiltà, incontreremo i mostri che le abitano e saltuariamente vedremo riaffiorare i ricordi del nostro alter ego virtuale.
Il mondo da esplorare è interamente in due dimensioni e il gameplay ricorda quello dei classici metroid/castlevania (con evidenti richiami al sempre verde loom). La nostra eroina acquisirà nuove abilità nel corso dell’avventura e gli strumenti (armi) a sua disposizione saranno soprattutto il canto e la cucina (per poter attaccare con sfere infuocate deve trasformarsi, evento meno comune di quanto ci si immagini).
Tecnicamente sia i fondali sia la fauna marina sono ben curati e gli oggetti presenti nei vari stages si integrano efficacemente con l’ambiente; il peggior risultato dal punto di vista grafico è, paradossalmente, quello ottenuto con la protagonista: animazioni fluide e perfette per ogni movimento tranne uno, il girarsi da destra a sinistra (e viceversa), mancano proprio gli sprites per questa azione e ogni volta che si passa il mouse da un angolo all’altro dello schermo si vede Naija “scattare” dall’altro lato, senza alcuna movenza intermedia.
Altro difetto sono le musiche: belle, evocative, ma mortalmente ripetitive. È naturale come cosa, stiamo parlando di un prodotto indipendente, team ridottissimo e budget ridicolo (tanta tanta passione però), anche se qualche giorno in più passato ad ottimizzare questi dettagli avrebbe giovato al prodotto finale.
Il ritmo del gioco è lento, inizialmente sembra non riuscire a ingranare, ma proseguendo l’azione aumenta costantemente, regalandoci momenti frenetici. La direzione scelta è giusta. Questo gioco non può correre. È stato fatto per rilassare, per esplorare un mondo magico, per godersi l’armonia dell’ambiente e dei gesti della tenera Naija.
Non posso che promuovere il prodotto. La scena indie sta sfornando piccoli capolavori in serie, meriterebbe una maggiore attenzione da parte dei media del settore.
Per completezza mi sembra giusto lasciarvi l'intrigante trailer di Aquaria:
;-)
martedì 24 giugno 2008
Profondo blu
Etichette:
Videogiochi
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