domenica 15 giugno 2008

Pillole di cinema (3)


Hellboy:
Premettendo che le tecniche narrative utilizzate dal buon Mignola nei suoi fumetti non sono mai riuscite a catturarmi, riconosco che il soggetto mi ha da sempre incuriosito. Con questo spirito mi sono avvicinato al lavoro di Guillermo Del Toro ispirato a quei racconti. Il risultato mi ha soddisfatto. E molto. I temi sono stati approfonditi meno e la trama non sfugge ad una linearità forse necessaria, lo riconosco, ma è un film d’azione e non può rischiare di perdere ritmo ricamandosi addosso tematiche impegnative.
I personaggi trasudano carisma, hanno una loro vita, non solo uno scopo narrativo e ognuno compie un percorso che segue con precisione i tempi dei risvolti narrativi, la storia è piuttosto scontata ma interessante e le ambientazioni sono in linea con i cupi tratti dell’opera di partenza.
Del Toro riesce a non deludere dietro la macchina da presa, riuscendo a seguire al meglio lo svolgersi dell’azione, grazie anche ad un montaggio ben riuscito. La scene comiche non sono mai invadenti (anche se il fumetto si tratta più seriamente, ma è una scelta rispettabile anche quella adottata per la pellicola) e il regista/sceneggiatore è stato bravo ad inserire il giovane agente, escamotage classico per raccontare nuovi “mondi” e utile a evidenziare di volta in volta i diversi aspetti del mostro rosso (evitando quindi incongruenze caratteriali facilmente riscontrabili se il racconto ci fosse stato mostrato attraverso Hellboy).
Il prodotto finale è ottimo, uno dei migliori esponenti del suo genere.
[7/8]



School of rock:
Non tutte le commediole americane vengono per nuocere! Un Linklater più convenzionale del solito e un Jack Black ispiratissimo sfornano un film di pregevole fattura, pieno di emozione e passione per il buon vecchio rock ‘n’ roll! Musiche fantastiche e buone idee, in alcuni momenti la carica di Black fa sbagliare qualche tempo ma niente di grave: un sincero inno al vero rock. Fa niente se qualche rapporto poteva essere approfondito maggiormente, è una commedia, non aveva ambizioni, se non quella di trasmettere la maestosità della musica preferita da chi, come me, ama fantasticare sulle note dei Led Zeppelin, degli Who, dei Rolling Stones, dei Pink Floyd e di tutti i pazzi che il rock lo sanno fare.
[7,5]

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