Castlevania: Dawn of sorrow.
L’ennesimo capitolo della fortunata serie dedicata al castello di Dracula, il primo sviluppato per la console portatile griffata Nintendo, si colloca un anno dopo la conclusione degli eventi narrati in aria of sorrow (l’ultimo per game boy advance) ampliando ulteriormente le modifiche introdotte con successo dal suo predecessore.
Il protagonista è ancora una volta Soma Cruz che dovrà sconfiggere la setta guidata da Celia Fortner (intenta a portare in vita un nuovo signore oscuro e per farlo dovrà uccidere il nostro giovane eroe). Le sequenze narrative fanno solo da sfondo alla grandiosa atmosfera presente nelle diverse zone del castello e la trama avanzerà lentamente, senza scioccanti rivelazioni, lasciando alle parti giocate il difficile compito di tenere incollato il giocatore.
Il gameplay è il classico della serie, con l’aggiunta della raccolta anime introdotte in aria of sorrow (caratteristica che permetterà di personalizzare le abilità del protagonista), e la voglia di non perdere il backtracking (ripercorrere più volte le stesse zone) “alla metroid” presente già in molti altri capitoli.
Nonostante le innovazioni introdotte non siano molto rilevanti il gioco rappresenta uno dei punti massimi raggiunti dagli adventure a scorrimento in due dimensioni e l’esperienza di gioco resta di altissimo livello.
L’approccio iniziale non presenta molte difficoltà e le prime fasi di dawn of sorrow sono decisamente alla portata di chiunque, il castello è comunque un ambiente immenso ed esplorarlo per intero, comprese le stanze nascoste, si rivelerà un’impresa più ardua del previsto.
Il design è ispirato anche se lo stile simil-manga non sempre si adatta all’atmosfera del castello (tendenza che si nota esclusivamente durante i pochi dialoghi, nelle fasi di gioco infatti questo “difetto” viene meno) e i nemici sono vari e ben caratterizzati (in relazione agli stage che li contengono) grazie a richiami letterari/mistici/mitologici.
Unica nota stonata è l’utilizzo del touchpad: i sigilli da disegnare alla sconfitta dei boss non sono intuitivi e una semplice imprecisione può trasformare le vittorie ottenute dopo uno scontro all’ultimo sangue in tragici fallimenti.
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PS.Geniale l’utilizzo della Medusa del Cravaggio (che segue con lo sguardo il nostro cammino) nel mezzo di un lungo corridoio.
martedì 3 giugno 2008
DS World! (2)
Etichette:
Videogiochi
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