giovedì 13 marzo 2008

La Dahlia Nera

Brian De Palma torna dietro la cinepresa per dirigere Scarlett Johansson, Hilary Swank e Josh Harnett in un noir che ha tutte le carte in regola per restare a lungo nella mente degli spettatori.



Il film inizia presentando i personaggi e delineandone le caratteristiche; noi seguiamo la vicenda dal punto di vista di Dwight "Bucky" Bleichert, ex pugile diventato poliziotto. La pellicola prosegue narrando i successi del nostro protagonista (al lavoro insieme a un altro ex campione di pugilato), i triangoli amorosi in cui inevitabilmente finirà e l'indagine sulla morte della dalia nera, una giovane aspirante attrice, che coinvolgerà gran parte delle sue conoscenze.

La sceneggiatura è criptica, narra con disinvoltura situazioni complicate (e non sempre spiegate appieno), è importante non perdersi i particolari e non far confusione coi nomi e la storia dei personaggi secondari. Il film è stato molto criticato per questa caratteristica, rivedendolo più volte si può apprezzare che quasi tutto si incastra e la trama funziona bene, anche se alcune forzature rimangono evidenti insieme a qualche decisione incomprensibile dei protagonisti (il ritrovamento dei soldi sotto la mattonella rotta su tutte). Tutto sommato mi sento di promuovere questa sceneggiatura, nonostante dimostri di non essere esente da difetti.

Gli attori tutto sommato reggono bene le parti, qualche problema per il povero Josh nelle parti drammatiche e della Scarlett che tende ad appiattire anche i momenti più emotivi. Non ritengo la scelta della Swank tra le più felici del casting ma forse va a gusti... Va detto che immaginare la somiglianza tra la protagonista di Million Dollar Baby e la dalia nera rovina un po' l'esperienza, le due non si somigliano per niente (tutto a vantaggio della giovane dalia).

L'apparato tecnico è soddisfacente, buona la ricostruzione della città e ben resa l'atmosfera retrò.

E adesso si arriva al piatto forte di questa pellicola: la regia.
Brian De Palma non ha problemi ha seguire la sceneggiatura e riesce a regalarci delle scene memorabili, in particolare sono da segnalare l'ingresso con cena di Hartnett nella casa della ricca Swank (con i continui passaggi in soggettiva davvero ben fatti) e soprattutto il lungo piano sequenza da cui apprendiamo la morte della dalia, vero punto di svolta del film, che, oltre a mostrarci le due facce della città e a rappresentare i momenti chiave di tutte le sotto trame, ricorda molto quello storico utilizzato da Orson Welles ne L'infernale Quinlan.

Sempre a voler giocare con i voti... Il film mi è piaciuto molto, nonostante qualche difetto i punti di forza prevalgono, quindi, apprezzando anche lo sfondo storico utilizzato, mi sento di dare un 8 pieno.


E anche per stavolta è tutto. ^^

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bhe, il film non l'ho visto... ma dato il tuo senso critico mi fido... cmq sempre bellissime e coinvolgenti quasi quanto i film le tue recensioni.... =) soprattutto quella Sweeney Todd... concordo pienamente.... =) continua così ^^ Elda