Primo appunto videludico per questo blog: Atlantis Evolution, quarto capitolo della fortunata (?) serie della Cryo Interactive, sviluppato stavolta dalla Adventure Company. Il cambio di gestione è stato indolore? Sarà riuscito a colmare le lacune "storiche" che affliggevano le avventure della Cryo? Scopriamolo.

In origine c'è stato Atlantis the lost tales, un'avventura con ottima grafica, solito finto 3D, una storia piuttosto avvincente, ma dannatamente frustrante. Non difficilissimo ma troppo legato alla soluzione, senza di essa era impossibile trovare la voglia di finirlo... A 10 anni di distanza ho ancora per la testa la frase del game over. All'epoca giocavo volentieri ai Dragon Lore e stare con la Cryo mi rassicurava (beata ingenuità!).
Poco tempo dopo uscì Beyond Atlantis (Atlantis 2 da noi), gioco che mi ha subito rapito, ma di una difficoltà esagerata. Meno frustrante del precedente ma complicato come struttura, con ambientazione molto varie e una resa grafica ottima.
Nel 2001 esce il gioco meglio equilibrato della saga: Beyond Atlantis 2 (da noi Atlantis 3). Scenari variegati, buona giocabilità (anche se, purtroppo, senza grandi miglioramenti) e un tocco di epicità nella narrazione.
Arriviamo al 2004. Atlantis Evolution, la saga non è tra le meglio riuscite, i precedenti capitoli erano giochi carini, niente di sconvolgente (della Lucasarts parlerò a breve) ma sembre godibile in ogni sua incarnazione.
Trama: come da consuetudine l'ambientazione si discosta molto dalle scorse avventure, la cosa va anche bene. Buono il finale che ci evita una banalità e una linearità nello sviluppo imbarazzanti.
Atmosfera: il pregio di questo gioco è saper rendere affascinante questo strano mondo. Grafica ancora in "finto" 3D, fondali molto colorati e dettagliati. A dispetto delle precedenti esperienze in questo capitolo troviamo meno stravolgimenti di scenari, caratteristica che rischia di rendere ripetitiva l'intera avventura.
Gameplay: Il più grande difetto del prodotto. Per nulla svecchiato, rimasto indietro di qualche anno, le meccaniche non vengono stravolte, i designer ci consentono di interagire solo superficialmente con i fondali e solo con un numero limitatissimo di oggetti. A peggiorare il quadro ci sono gli enigmi: facili e quasi inesistenti, per aumentarne il numero sono inseriti molti mini giochi semplicissimi, scelta spesso infelice.
Tutto questo condito da una longevità a mio parere piuttosto scarsa.
In conclusione non credo che il gioco sia tutto da buttare, rilassa, la storia si lascia raccontare da sola senza richiedere molto impegno al giocatore e i colori e l'oppressione sono resi piuttosto bene (in ogni caso niente a che vedere con le grandi produzioni attuali). Il gioco lo consiglio quindi agli amanti della saga e a pochi altri, tutti amanti delle avventure grafiche "all'antica".
A voler dare un voto tengo conto che non mi ha praticamente mai annoiato, soddisfando la mia voglia di adventure. Un voto oggettivo oscillerebbe tra il 5 e il 7 a seconda del giocatore, personalmente ritengo che il 6 sia comunque meritato e, da amante della saga, potrei sbilanciarmi in un 6,5 considerando validi i mezzi voti.
Dalla Cryo è tutto. La prossima volta si parlerà di Lucasarts e Threepwood. ^^
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